“LE BARCHE A VENEZIA” – LINA URBAN

Martedì 11 Nov. 2014 STORIA DI VENEZIA Ore 17.00 – ingresso libero

Lina Urban, veneziana, storica dell’arte, da decenni dedica ricerche puntuali alla storia della cultura veneta. Così ha incontrato le barche ornate che, da secoli, solcano il suo naturale elemento l’acqua. Le barche lagunari quindi, nei vari periodi, la gondola, il Bucintoro.
In una Venezia dei primordi, quando i ponti che collegavano le molteplici isole su cui sorge erano rari, il mezzo più comodo per muoversi era la gondola. Non c’era nobile, commerciante e cittadino che non ne possedesse più d’una. Anche gli ambasciatori (Venezia fu per secoli una capitale) facevano il loro solenne ingresso in Palazzo Ducale per portare le credenziali al doge, sbarcando al molo da gondole ornatissime.
Le Regate, altro tema fondamentale legato alle imbarcazioni veneziane, impegnavano i veneziani a costruire stupefacenti macchine (luoghi deputati per l’arrivo dei regatanti). Dette regate iniziavano con cortei di barche ornate di statue, intagli, stoffe preziose, fatte allestire a spese dei patrizi veneti. Si chiamavano: peote, malgarote, ballottine, fisolere, pescaresse, bissone. Tale era la fama dei veneziani nell’ideare e nel realizzare queste imbarcazioni ornate che anche re e principi forestieri le commissionavano a Venezia, vedi la peota-bucintoro del re di Sardegna ancora esistente e conservata alla Venaria Reale in Piemonte. Talvolta squeraroli e gondolieri veneziani erano richiesti da sovrani stranieri. Ricordo Luigi XIV che, a Versailles, fece costruire una piccola Venezia e lo czar di Russia Pietro il Grande che volle a Pietroburgo squeraroli e gondolieri veneziani.
Presentazione a cura di Lina Urban, storica dell’arte nonché studiosa di storia della cultura veneta