IL POPOLO VENEZIANO NELL’OTTOCENTO

Martedì 15 Dicembre 2015 STORIA DI VENEZIA Ore 17.30 – ingresso libero

Senza ombra di dubbio, il XIX secolo rappresenta di gran lunga il periodo più buio e miserevole dell’ormai ex Serenissima.
Sin al tramonto statuale del 1797, va ribadito con vigore che l’antimito della decadenza, della senescenza, del declino economico e morale della Repubblica marciana è soltanto un’amena favoletta: tutto lo dimostra – dalle cifre di natura economico – sociale, al pensiero, all’azione dei veneziani-.
Dal maggio del ’97, invece, va tutto, ma proprio tutto in frantumi, a cominciare dai fruttuosi rapporti instaurati da parecchi secoli con la Terraferma e con il Dominio da mar.
Collassa pure il rapporto profondissimo che vigeva tra patriziato e popolo, con il tracollo economico di quest’ultimo (impressionanti i dati a proposito della disoccupazione e della povertà) e con la fuga di persone e di capitali lontano dalle grinfie francesi o austriache che fossero.
L’esosità fiscale transalpina ed asburgica ha completato il fosco e disastroso quadro, tanto che bisogna attendere la fine del secolo, grazie al nuovo clima sociale offerto dallo Stato unitario, per rendere possibile un evidente recupero, specie nei settori tradizionalmente nevralgici della città, basti pensare all’Arsenale, ritornato in piena e feconda attività.
Presentazione a cura del Prof. Marco Zanetto